Basta una vita giusta per andare in Paradiso?
6 Maggio 2008
La Chiesa Cattolica è davvero curiosa. Nel medioevo ha ucciso molte persone per eresia, ma oggi dice che chiunque viva una vita giusta, anche senza fede in Dio, va in paradiso. Tutto ciò solleva qualche domanda nella mia mente: ma se anche un ateo va in Paradiso, la Chiesa a che serve? Come faccio a essere sicuro di aver vissuto una vita giusta abbastanza da meritare il paradiso? Questa salvezza da opere non è in contraddizione con l’accordo firmato qualche anno fa con la Chiesa luterana, secondo cui la salvezza è per fede soltanto? Ma soprattutto, dove sta scritto nel Nuovo Testamento che sia sufficiente vivere una vita giusta per andare in paradiso? Se questo è sufficiente, allora perché Gesù è morto sulla croce? Che cosa voleva dire quando ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”? Non si riferiva al paradiso, ma a un incontro speciale per raccomandati?
Qual è il significato di Efesini 2:8-9: “Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori”? La Bibbia si sbaglia? Ma allora perché la Chiesa continua a usarla? Non sarebbe forse meglio basare la celebrazione dell’eucaristia su un testo più in sintonia con i tempi moderni, come “Va dove ti porta il cuore”?
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