Foto suggestive dal Centro America

11 Agosto 2008

honduras_bambina Foto suggestive dal Centro AmericaTre giorni, due persone, una macchina a noleggio, tre nazioni, tanta gente povera ma con un grande cuore. Tempo fa sono stato in Centro America con un amico per portare doni dalla California ad un gruppo di bambini in Honduras.

Dopo un volo di cinque ore da Los Angeles, siamo atterrati a San Salvador. All’aeroporto volevano rimandarmi subito indietro; il mio passaporto scadeva infatti tre giorni dopo, e l’ufficio immigrazione pensava fossi uno spacciatore di droga in fuga dagli Stati Uniti. Un’ora e vari documenti dopo, mi hanno concesso di stare per il weekend, cosí la nostra avventura è cominciata.

Tra italiano, inglese, e spagnolo, abbiamo noleggiato un fuoristrada e ci siamo diretti verso la nostra meta, la piccola città di Nueva Ocotepeque, in Honduras.

Abituati al traffico intenso ma ordinato della California del Sud, ci siamo dovuti adattare velocemente alle strade di San Salvador, che sono la versione automobilistica del far west nordamericano: la legge c’è ma è piú un suggerimento che un comando.

mappa_centro_america1 Foto suggestive dal Centro AmericaLasciata la città, la guida diventa piú rilassata sull’autostrada. Il paesaggio è povero, ma di una bellezza naturale struggente. Il costo elevato della benzina forza le persone a viaggiare in 10 o 15 su vecchi Toyota Tacoma pick-up, che viaggiano a 10 km orari sulle strette strade collinose.

Dopo qualche ora, siamo in Honduras. Nueva Ocotepeque è lí al confine, una piccola cittadina poverissima costruita vicino alle rovine della vecchia Ocotepeque. Palazzi fatiscenti, mancanza di acqua corrente, molte strade non asfaltate.

La gente è povera. Con uno stipendio medio è 120 dollari al mese, le persone trovano il mese troppo lungo per la paga, e molti uomini partono in cerca di miglior fortuna nella grande Tegucicalpa. Molti altri danno tutti i risparmi ai trafficanti di persone in cambio del sogno piú grande: l’ingresso — illegale — negli Stati Uniti. Molti lasciano moglie e figli con la promessa di mandare soldi non appena trovano lavoro.

I pochi che riescono ad infiltrarsi negli Stati Uniti mantengono la promessa. I soldi cominciano ad arrivare. Le cose sembrano andare bene per un po’. Poi i soldi non arrivano piú. Il marito ha trovato un’altra donna negli Stati Uniti e si rifà una vita.

La moglie in Honduras viene lasciata con l’impossibile compito di lavorare e mantenere sè stessa ed i figli. La famiglia scivola nella povertà estrema, ed i bambini devono abbandonare la scuola e trovare un lavoro per aiutare la madre. Spesso hanno 7 o 8 anni.

Nonostante la povertà, la gente è cordiale. I bambini sono affettuosi, e la loro gioia nell’aprire valigie piene di scarpe, vestiti e giocattoli riempie il cuore di una sensazione dolce amara.

Ocotepeque si trova vicino al confine con l’El Salvador e con il Guatemala, cosí l’ultimo giorno i nostri ospiti ci hanno accompagnati a Esquipulas, in Guatemala. La città è famosa per la sua basilica con la statua del Cristo Nero. I visitatori si sottopongono a lunghe attese per vedere la statua; quando se ne allontanano, camminano all’indietro per non voltarle le spalle.

Tempo di ritornare a Ocotepeque, ringraziare i nostri ospiti, dare un ultimo abbraccio ai bambini, e tornare a San Salvador per il volo di ritorno.

Tre giorni. Due persone. Tre nazioni. Tanta gente povera, ma con un grande cuore. Un’esperienza indimenticabile.

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